lunedì 21 giugno 2010

Conferenza stampa: mercoledì 23 ore 19, piazza Umberto I (Giba Caffé).


Conferenza stampa indetta da Radicali Italiani (alla quale hanno aderito PD, IdV e UDC) per denunciare la latitanza dell'amministrazione comunale sul tema della trasparenza, l'assenza di informazioni e coinvolgimento dei cittadini rispetto alle sedute del consiglio comunale, il mancato rispetto degli impegni assunti sull'anagrafe degli eletti approvata a febbraio e sulle norme dello statuto (in particolare con riferimento agli strumenti di democrazia diretta).
Nel corso della conferenza stampa verranno annunciate le prossime iniziative in programma a Francavilla.

Partecipano:

Sergio Tatarano (Radicali Italiani)
Marcello Cafueri (coordinatore cittadino PD)
Salvatore Madaghiele (coordinatore cittadino IdV)
Giovanni Capuano (coordinatore cittadino UDC)
Tommaso Resta (capogruppo PD in consiglio comunale)

venerdì 4 giugno 2010

Lettera aperta all'assessore alla cittadinanza attiva, arch. Roberta Lopalco.


Gentile assessore,
mi rivolgo a Lei che da poche settimane ha ricevuto la delega alla cittadinanza attiva per formulare queste mie considerazioni e richieste.
Come forse saprà, fin dall’insediamento dell’attuale amministrazione, ho sostenuto che la nostra comunità avrebbe bisogno di un segnale politico in tema di conoscenza dell’attività amministrativa.


Nella scorsa estate avevo proposto senza successo l’elezione diretta del difensore civico, mentre nel febbraio scorso, dopo una mia petulante iniziativa, il consiglio comunale ha approvato all’unanimità una mozione sull’anagrafe degli eletti (in parole povere, la pubblicazione su internet dei dati e delle attività del consiglio e dei singoli consiglieri). A distanza di quattro mesi, non solo non c’è traccia di quell’impegno, ma il sito istituzionale continua ad essere l’emblema del pressapochismo dominante, il simbolo di quella che ormai deve essere considerata a tutti gli effetti una scelta deliberata di una certa classe politica: la costrizione dei cittadini in una condizione di ignoranza e incoscienza. Mi chiedo se sia concepibile che un Comune italiano (nemmeno tanto piccolo) non riporti nel proprio sito istituzionale informazioni basilari come, solo per portare un esempio, il testo dello Statuto comunale: era il 2000 e l’allora Sindaco (sempre Della Corte) scriveva nella presentazione di quel documento che esso “nasce con un fine preciso, prioritario e supremo: tutelare i diritti del Cittadino” e ancora “spero che lo Statuto costituisca un bene ‘studiato’ da tutti i cittadini”. Sarebbe interessante verificare quanti francavillesi ne conoscono il contenuto.


Non è tutto. Nel nostro Comune succede pure che, inspiegabilmente, si impedisca di fatto di registrare le sedute consiliari ad un cittadino che lo richieda e che lo voglia fare gratuitamente.
Allora, apparirà forse una riflessione apocalittica e magari intrisa di enfasi: eppure ritengo che impegnarsi per consentire di “conoscere per deliberare” ai cittadini equivalga a liberare questi ultimi da una condizione di schiavitù e da una forma di soggezione politica ed intellettuale inaccettabile.


C’è, accanto a tutto questo, anche un problema di rispetto della legge: dov’è il difensore civico, dove sono gli strumenti di democrazia diretta? Si tratta di previsioni astratte che, dall’entrata in vigore dello Statuto (dieci anni fa), non hanno trovato mai una concreta attuazione nella pratica (anche perché evidentemente un’intera classe politica, di destra e sinistra, ne ha, nella migliore delle ipotesi, tollerato la non applicazione).
E’ per questa serie di ragioni che mi rivolgo a Lei, nella speranza che queste mie (non lamentele sterili ma) richieste politiche possano trovare una risposta adeguata in grado di segnare in maniera magari persino graduale ma comunque decisa e visibile un cambio di direzione.
Con osservanza.

martedì 18 maggio 2010

Cellula Coscioni: relazione di presidenza 2010.


Il 2009 è stato un anno nel quale la Cellula Coscioni ha capitalizzato i risultati di lotte lunghe e incessanti, intraprese da tempo, in favore della libertà dell’individuo.
La cellula Coscioni ha senz’altro rappresentato il luogo ideale di rifugio e riparo dal conformismo dilagante: non una "caverna" nella quale testimoniare una esistenza, ma un luogo dal quale far partire riflessione politica e coinvolgere fette di cittadinanza investita dal problema della ricerca di libertà. Come diceva Coscioni, è una battaglia che “stiamo combattendo, così come si vive un'esistenza, percorrendola, sapendo che non la si è scelta, ma che se ne può essere gli artefici nel suo divenire”.
Molte delle nostre riflessioni sono entrate nell’agenda politica e nel quotidiano di ognuno, soprattutto di quanti pensavano che il loro vissuto dovesse restare segreto e non potesse trovare risposte pubbliche. Malati alla ricerca di assistenza o di un rimedio contro la sofferenza fisica, disabili desiderosi di una vita autonoma, donne costrette a scontrarsi con l’imposizione di coscienza mascherata da burocrazia, cittadini comuni non disposti a sottostare alle imposizioni da Stato etico: tutto questo ci ha consentito di incontrare donne e uomini di questo territorio. Come sempre, dal corpo dei malati al cuore della politica.

REGISTRO DEI TESTAMENTI BIOLOGICI
L’istituzione del registro dei testamenti biologici costituisce la più alta e importante vittoria che la cellula ha consentito all’amministrazione di ottenere. Il fatto che il Sindaco (di centrodestra, unico caso in Italia) si sia speso in prima persona per l’approvazione di questo strumento, merita una riflessione attenta che riguarda la credibilità di questa associazione, ormai divenuta un punto di riferimento per le istanze liberali dei cittadini.
L’approvazione del registro porta con sé un significato politico e giuridico enorme, anche in vista del passaggio alla Camera della legge “contro il testamento biologico”: Costituzione e codice deontologico medico costituiscono già oggi garanzie a tutela del cittadino dall’attacco violento che si vorrebbe sferrare nei confronti della libera scelta di ognuno.
La battaglia sul registro simboleggia il nostro modo di intendere la politica, la nostra convinzione che il cittadino debba essere messo nelle possibilità di vivere decentemente senza che sia lo Stato a decidere per lui; la convinzione, altresì, che non si può negare, a chi la richieda, la concessione di una strada in più che nulla toglie a chi non vorrà usufruirne. Questo è laicità.*

POLITICHE PER I DIVERSAMENTE ABILI ed I MALATI
Così la lotta per i disabili, l’aver segnalato la condizione di vera e propria illegalità diffusa in tutti i luoghi pubblici della nostra città nei quali l’accesso è negato. Per questo abbiamo chiesto all’amministrazione di consentire ai cittadini disabili di poter circolare gratuitamente sugli autobus cittadini: un segnale di attenzione che è un modo per “risarcire” (solo in minima parte) queste persone dalla discriminazione che esse subiscono non potendo neppure salire sui marciapiedi; resta, comunque, l’impossibilità ad entrare nelle sedi degli assessorati o, solo per fare un esempio grave, nella stazione centrale di Francavilla. Ecco perché ancora molto va fatto in questo senso perché troppo poco si è investito.
Abbiamo tentato di stare vicini alle famiglie colpite da malattie a prognosi infausta come la SLA, perché libertà di cura significa per noi predisposizione di tutte le misure per far vivere dignitosamente i cittadini affetti da patologie così invalidanti, consentendo loro di avere gli strumenti per andare avanti. Tutto ciò mentre la malvagità di altri ha incatenato in un letto e tentato di privare di ogni scelta chi non può neanche grattarsi il naso con un dito!

ANTICONCEZIONALI e DROGA
L’informazione sulle misure contraccettive è l’unica vera strada in grado di rappresentare speranza per chi ha a cuore la sorte dei cittadini e delle categorie più colpite dall’ignoranza, ossia le ragazze e le immigrate. Più informazione, maggiore facilità nel reperire gli strumenti anticoncezionali e maggiore scelta per chi deve fare ricorso all’interruzione di gravidanza (si pensi alla RU486). Questo è stato ciò che abbiamo sostenuto.
I dati allarmanti diffusi in Puglia parlano di percentuali ancora alte tra le minorenni e in particolare tra quelle ragazze che hanno un livello di studio basso: insomma, gli aborti aumentano dove l’istruzione è carente.
Fondamentale in tal senso sarebbe il ruolo delle scuole locali, che però ci hanno letteralmente impedito di entrare in contatto con le nuove generazioni, perché evidentemente si teme che i ragazzi ci possano comprendere. Così l’imperativo per i dirigenti è quello del terrorismo ideologico, approccio fallimentare che nessuno pare disposto a superare.
Abbiamo pure tentato, senza successo, e riproveremo ad interpellare la provincia sulle politiche di informazione sessuale, ritenendo che la stessa possa rivestire un ruolo importante e decisivo per l’affermazione di una cultura di prevenzione sia delle gravidanze indesiderate che delle malattie a trasmissione sessuale, in costante aumento.
Lo stesso vale per le droghe, sulle quali non si fa nessun tipo di informazione, ma solo stregoneria, limitandosi allo sdegno di tanto in tanto e tentando di tenere i consumatori nel buio della clandestinità e lontano da ogni possibilità di recupero. Come di sesso, è concesso parlare di droga solo in termini di condanna ideologica e paternalistica, mai in termini scientifici o in un’ottica di responsabilizzazione.
Responsabili sono, in questo senso, i politici tanto quanto i dirigenti scolastici, totalmente impermeabili alle sollecitazioni esterne.

PASSAGGI CULTURALI di LAICITA’
Una richiesta significativa, apparentemente “piccola”, è stata quella di istituire una sala per i funerali civili, perché il suo riconoscimento garantirebbe il rispetto dei principi minimi di laicità, la non imposizione ai cittadini di dover obbligatoriamente passare da una chiesa per essere ricordati con dignità, l’uguaglianza dei morti che finora sono stati di serie B e sono rimasti nascosti nel dimenticatoio. Un segnale di attenzione a tutte le categorie di cittadini, una dimostrazione degna di una istituzione liberale e laica. Siamo oggi in attesa che il Comune la individui praticamente.

Per tutte queste ragioni, oggi si rinnova l’impegno della associazione, a cui vorrete iscrivervi per aiutarci a portare avanti il messaggio di Luca Coscioni e Piero Welby.
"E tra una lacrima ed un sorriso, le nostre dure esistenze non hanno certo bisogno degli anatemi dei fondamentalisti religiosi, ma del silenzio della libertà, che è democrazia".

*A partire dai prossimi giorni sarà possibile depositare il proprio testamento biologico recandosi in Comune (ufficio stato civile) con il fiduciario, al quale verrà consegnata in custodia la busta contenente, oltre alle direttive, la copia del documento del dichiarante e dello stesso fiduciario. Il funzionario del Comune provvederà semplicemente ad attribuire un numero al testamento, certificandolo.
Per tale risultato è stato consegnato al sindaco Della Corte il "Premio Luca Coscioni 2010".

Ricordo che è possibile donare il 5 per mille all'associazione Coscioni con questo codice: 97283890586.

mercoledì 12 maggio 2010

Toponomastica: i ripensamenti strumentali della maggioranza.

Il non aver voluto rispettare, fin dal principio della discussione sulla toponomastica, un percorso chiaro e delle regole certe per l’individuazione dei nominativi, ha mandato il consiglio comunale in corto circuito ed impedito lo “scambio di figurine” che sembrava inevitabile. La maggioranza, dopo aver agito in maniera arbitraria sul voto alla mozione Tatarella (visto che aveva preteso la forzatura del voto senza aspettare l’approvazione dello specifico regolamento), ora si è accorta improvvisamente che per esprimersi sul nome indicato da un consigliere di opposizione era necessario rispettare delle regole certe. Emblematico ed intellettualmente onesto, l’intervento del consigliere Balestra (La Destra) il quale si è pubblicamente pentito di aver contribuito a creare, con il proprio voto a favore di Tatarella nella scorsa seduta, un precedente che apriva scenari di totale anarchia.
Si sarebbe potuto evitare un dibattito paradossale ed una situazione imbarazzante per il consiglio se si fosse usato un minimo di buon senso da subito.

giovedì 29 aprile 2010

Sulla toponomastica, no alla prevaricazione e no alla logica partitocratica. Sì ad un percorso trasparente ed oggettivo.


La discussione che si sta sviluppando ultimamente sulla toponomastica fotografa in maniera emblematica il gioco dei partiti di fronte alle decisioni, di qualunque natura esse siano.
Pur essendo legittimo che un consigliere presenti una mozione in tal senso, pensare che una maggioranza possa scegliersi di volta in volta il personaggio politico a cui attribuire il nome di una via è un gesto irrispettoso delle minoranze e di cattivo gusto. Il nome di una via non deve essere la rappresentazione dello strapotere della maggioranza di turno, ma deve essere il riconoscimento che una comunità vuole attribuire ad un uomo, deve rappresentare la consegna di un vissuto alla memoria dei cittadini.
D’altro canto, non sembra accettabile neppure il metodo dello “scambio di figurine” scelto da una parte dell’opposizione: nella scorsa seduta, il PdL ha proposto di intitolare una via a Tatarella e l’UDC, dopo aver votato a favore, ora presenta il suo uomo.
Come dire, io voto per il tuo e tu voti per il mio. In questo modo, i personaggi politici che non si rispecchiano nella storia dei partiti presenti in consiglio non hanno diritto di essere celebrati e non pare un caso che una certa storia (per esempio quella dell’antifascismo liberale) sia completamente sconosciuta a questa comunità.
Al di là di questo e senza esprimere giudizi sui personaggi ai quali si vorrebbe dedicare una strada, ritengo utile rivolgere un appello al buon senso e alla ragionevolezza, invitando il consiglio comunale ad individuare un percorso lineare e chiaro di scelta, invece di abbandonarsi a scelte estemporanee; sarebbe utile prevedere dei criteri oggettivi di valutazione, il coinvolgimento di esperti e magari la esplicita possibilità per i cittadini di partecipare a questo processo di crescita culturale ma l’impressione è che si voglia rendere anche questo argomento merce di scambio tra partiti, i quali scendono in campo rivendicando ognuno la propria quota.

giovedì 8 aprile 2010

Testamento biologico e follie reazionarie.


Lunedì 12 aprile approda in consiglio comunale la proposta lanciata dalla cellula Coscioni sulla istituzione del registro dei testamenti biologici. Il mio ringraziamento va al Sindaco Della Corte per aver tenuto fede alla parola datami qualche mese fa e la mia speranza è che davvero si possa giungere all'approvazione di un testo condiviso con la più larga maggioranza.
Da notare la posizione follemente reazionaria assunta, per ora, dal solo consigliere Fanizza (Democratici per la Costituzione-IdV) il quale fa sapere che "la vita e la morte sono eventi naturali" e che "solo chi ci ha dato la vita può togliercela". Dunque, scavalcata a destra l'UDC (che per bocca del segretario cittadino fece sapere un paio di mesi fa che avrebbe appoggiato l'iniziativa in consiglio)? A Francavilla, tutto è possibile!
Ad ogni modo, si potrebbe controbattere a Fanizza che, se non fosse per cure prolungate all'infinito, le vite di Eluana o di Welby si sarebbero interrotte "naturalmente" da un pezzo.
Si dovrebbe ricordare che la legge garantisce già il diritto di scegliere le cure, ma essa è appunto carente nei casi in cui una persona non sia più in grado di comunicare.
Soprattutto, bisognerebbe spiegare che con l'attivazione di questo strumento non si introduce l'eutanasia in Italia o magari a Francavilla, nè si toglie nulla a nessuno, ma (attribuendo certezza alle dichiarazioni che dovessero essere redatte da chi lo vorrà: se Fanizza non vuole, non scriva nulla) si estende la possibilità di decidere, a chi non può più comunicare, fin dove ci si deve spingere nelle cure e come si vuole essere accompagnati nel momento più significativo della propria personale e preziosissima esistenza. O forse dovremmo lasciare che a decidere a quali cure dobbiamo sottoporci sia, con tutto il rispetto, un consigliere comunale?
L'invito è, dunque, di prestare la massima attenzione al dibattito in consiglio perché la gente possa conoscere le decisioni che si andranno ad assumere.

Compatibilmente con il mio lavoro, cercherò in tutti i modi di essere presente per effettuare la registrazione della seduta e del dibattito sull'argomento.